Earthkeepers on the water

Un viaggio unico per incontrare un'Italia positiva e innovativa. I suoi abitanti sono gente un po' fuori, che vive, lavora e si diverte a stretto contatto con l'acqua.
E se ne prende cura.

Nuove storie, nuove passioni, nuovi Earthkeepers

Per la terza settimana del nostro viaggio On The Water, incroceremo le storie di quattro Earthkeepers molto particolari. Tutti hanno esperienze diverse da raccontare, e tutti sono un po’ fuori. Innanzitutto conosceremo Aquaguide, società che si occupa di acquacoltura e propone soluzioni all’avanguardia nel campo dell’irrigazione. Il secondo giorno conosceremo la famiglia Angelini, che da più di 100 anni tiene in vita un mulino ad acqua. E poi ancora due Earthkeepers: i fratelli Marconi, tuffatori professionisti pluripremiati in campo europeo. Infine, uno sviluppatore che ha creato un’app per mettere al bando le bottigliette di plastica. E trovare sempre la fontanella pubblica più vicina.

Continua a seguire il nostro viaggio On The Water!

17/05/2013 10:26:46
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Fabiana, la ragazza che va d’accordo con i pesci

Oggi incontriamo Fabiana, una Earthkeepers che ha trasformato in un lavoro il sogno di una vita: proteggere il mare e le creature che lo abitano.

Quando parla del suo rapporto con l’acqua, parla di un «rapporto totale». «Stare in acqua per me è una necessità, come respirare» racconta Fabiana. Nata vicino al mare, ci dice che non ha mai pensato, neanche per una volta, di andarsene. La sua passione non è legata a un paese o a una città, ma a quello che lei definisce «il sesto continente», quello acquatico.

Quando le chiediamo di definire il suo stile in poche parole, risponde sicura: «me ne basta una, il mio è uno stile libero».
Libero da stress e regole che contano solo in superfice, il mondo delle immersioni ha contagiato Fabiana dal primo momento. Da allora non ha mai smesso di immergersi e impegnarsi per proteggere il mare. Ridendo ci confessa: «quello che non è acqua nel mio corpo, probabilmente consiste in bollicine d’azoto!».

Da qualche anno, il centro immersioni in cui Fabiana lavora si occupa di persone disabili, per far provare anche a loro una sensazione che per Fabiana non ha eguali: quella di conoscere l’infinito. L’infinito del blu più profondo, accompagnato dalle coloratissime creature che abitano il mare: dai pesci ai coralli, fino alle meduse.
Mentre parla di questo mondo bellissimo, Fabiana ha un attimo di tristezza: «purtroppo si sta riducendo sempre di più, a causa dell’inquinamento ma soprattutto della pesca, svolta in periodi troppo lunghi e spesso non regolamentata a dovere».

Ma lei non si arrende facilmente. E attraverso il suo profondo amore per il mare cerca di insegnare agli altri il rispetto per l’acqua e per le creature che ci vivono. Per questo quelli che s’immergono con lei hanno solo una regola da seguire: il rispetto assoluto del mare e dei suoi abitanti. Che Earthkeepers!

16/05/2013 09:14:24
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Michele e Marco: a cavallo delle onde, appesi alle nuvole

È una giornata di sole a Porto Botte, al sud della Sardegna. Marco e Michele ci vengono incontro in costume: per loro l’estate è già cominciata da un pezzo.
I due Earthkeepers sardi sono entrambi maestri di kitesurf e al primo vento corrono fuori con tavole e vele. Il kite, infatti, con il suo mix di surf e parapendio, si può praticare solo quando soffia almeno un po’ di brezza.

Il primo a raccontarsi è Michele. Ci dice che da piccolo passava delle giornate intere in mare: «i castelli di sabbia non mi interessavano» e parla del suo amore per l’acqua. Un rapporto intenso, che dura da tutta la vita: «se sei nato vicino al mare, lo senti in maniera particolare. A me manca anche se vado via per pochi giorni. È come una seconda casa».

Non ha mai avuto timore del mare, Michele, ma sempre un grande rispetto. Con o senza vento, in tutte le condizioni, per lui l’importante è sempre stato stare in acqua, “stare fuori”: dal nuoto allo snorkeling, dal windsurf al kitesurf, dove la passione diventa amore. Un amore condiviso con Marco, amico e socio nell’associazione Kite Sardegna, che promuove questo sport.

Anche Marco è un animale acquatico, si capisce da come brillano i suoi occhi quando parla di kite: «certo, l’adrenalina è la prima cosa che viene in mente parlando di questo sport, ma in realtà anche mentre si naviga tranquillamente si possono godere il paesaggio e la natura che ci circondano». Parlando di stili di kite entrambi concordano: «è come guidare una macchina, rispecchia come sei». Michele, per esempio, dice di essere un tipo molto equilibrato e perseverante, e che questo si riflette moltissimo su come pratica lo sport.

Quando chiediamo cosa sia la cosa più bella che il kitesurf gli ha dato, la risposta arriva quasi all’unisono: «le persone che siamo riusciti a conoscere in questi anni, tutte conoscenze fantastiche e che ora sono diventati amici». D’altronde, fra tipi un po’ fuori ci s’intende.

15/05/2013 10:58:13
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Il pesce-robot che salva gli altri pesci, quelli veri

Stefano Marras era un cervello in fuga. Un ricercatore come tanti, finito all’estero per le difficoltà di trovare un lavoro in Italia. Diciamo “era” perché, dopo molti anni in Francia e negli Stati Uniti, Stefano è tornato indietro, nella sua amata Sardegna. «È stata una questione di sacrifici e tenacia. Ma, alla fine, sono riuscito a tornare. Un po’ perché avevo voglia di rivedere la mia isola e un po’ perché volevo contribuire a far crescere ancora questo Paese».

Dai suoi viaggi, Stefano ha riportato il coraggio, la voglia di fare, l’entusiasmo. E un amore ancora più grande per il suo mare. «Vivo a stretto contatto con l’acqua. È ciò che mi dà da vivere. Oggi si parla moltissimo di deforestazione e dei problemi legati alla terra ferma. Ma la gente spesso sottovaluta tutto ciò che il mare ci dà. Se roviniamo il mare, roviniamo noi stessi.»

Stefano ha riportato in Italia anche un’idea: un pesce-robot, un’invenzione sviluppata alla New York University insieme a un team di ricercatori internazionali. È un pesce meccanico con un involucro realizzato con una stampante tridimensionale e un cuore tecnologico che gli permette di muoversi e di nuotare, come un pesce vero.
Stefano ci racconta che i materiali per costruirlo costano poche decine di dollari, praticamente come un giocattolo. Ma il pesce-robot ha grandi ambizioni.

Ci fa un esempio: «cosa succede quando si costruisce una diga in modo indiscriminato? Che il flusso migratorio dei pesci cambia, a volte in modo irreparabile. Il pesce-robot che abbiamo inventato è talmente simile ai pesci veri da riuscire a guidarli verso un nuovo percorso e fargli ritrovare la rotta.»
Il pesce-robot torna utilissimo anche nel caso di oil spill, i disastri petroliferi come quello della Deepwater Horizon nel Golfo del Messico nel 2010. «In questo caso i branchi di pesci si trovano disorientati dalla presenza del petrolio. Ci sono degli studi che dicono che perdono completamente la cognizione del branco e della direzione. Ma un pesce-robot potrebbe guidarli al di fuori delle zone inquinate. Salvando tante, tante specie.»

Manca ancora un po’ per vedere questa invenzione in azione negli oceani, ma Stefano è fiducioso. «La ricerca deve ancora andare avanti, ma la tecnologia c’è.». A guidare il suo lavoro c’è la stessa tenacia e perseveranza che l’ha riportato in Italia. Una dote da vero Earthkeepers.

14/05/2013 09:04:45
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Mario, Earthkeepers con la testa, con il cuore e con le gambe

Mario è un corridore. Per lui l’acqua ha prima di tutto un valore funzionale: «sembrerà strano, ma durante una gara si consumano fino a 5 litri d’acqua!». Per un atleta, dice, è fondamentale reintegrarla costantemente: «l’idratazione è la cosa più importante nel mondo della corsa». Ma, anche in questo, c’è un insegnamento, una lezione sull’acqua e sulla sua importanza, spiega Marco: «oggi non ci si rende conto di quanto sia importante sprecarne meno possibile».

Lo incontriamo sul lago Pistono, uno dei 5 laghi della cintura di Ivrea, e si vede subito che per lui c’è aria di casa. Questi, infatti, sono i luoghi dove Mario è cresciuto, i suoi preferiti per farsi una “corsetta” rilassante, immerso nella natura.

Correre per Mario non è un lavoro ma una passione vera, da Earthkeepers. Qualcosa che lo spinge a misurarsi in diverse categorie di corsa, come il running, lo skyrunning e soprattutto il trial. Quest’ultima è una disciplina in cui la corsa si confronta con la natura, tra sentieri di montagna e percorsi in riva ai laghi.
Un sfida per Mario, che però riesce anche a rilassarsi, dimenticando gli stress quotidiani e a riflettere: «ho preso alcune delle decisioni più importanti della mia vita mentre correvo», dice soddisfatto.

È un sognatore Mario, ma di quelli dinamici. Il tempo per i sogni lo trova mentre corre intorno ai laghi. E da quando ha scoperto che i sogni sono anche belli da raccontare, ha deciso di aprire un blog. Corsa dopo corsa, ci racconta i suoi pensieri e le emozioni della gara.

Uno dei suoi sogni ancora da realizzare è il gareggiare sul lago di Como. «È il lago dove più mi piacerebbe correre», dice «immagino l’emozione di vederlo dall’alto, immaginio abbia un impatto scenografico pazzesco».

In sport come questi, l’allenamento e la forma fisica sono fondamentali, ma non bastano. Per questo quando gli chiediamo in che cosa consista il 25% del suo corpo che non è acqua, lui non ha dubbi: «Cuore, sicuramente. Perché mi piace vivere le situazioni con coinvolgimento». Un vero Earthkeepers.

13/05/2013 09:15:05
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Un’altra settimana, un’altra manciata di Earthkeepers


Siamo quasi arrivati alla seconda settimana del nostro viaggio On The Water. Ci prepariamo quindi a conoscere 4 nuovi Earthkeepers, tutti con storie particolari da raccontare e ovviamente tutti un po’ fuori. Uno è un corridore-blogger, che ama lo sport specialmente quando è associato alla natura. Il secondo è l’inventore di un pesce robot in grado di integrarsi perfettamente fra i pesci “veri”, per studiarli e aiutarli. Poi conosceremo due maestri di kite, che passano la vita sospesi fra il cielo e le onde. L’ultimo Earthkeepers della settimana sarà un’istruttrice subacquea, che accompagna persone disabili durante le immersioni ed educa alla tutela e al rispetto del mare. Il viaggio continua…

10/05/2013 09:55:00
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Ercole e Andrea, storia di mestiere che continua da 500 anni

«L’acqua è un bene prezioso per noi e per il nostro mestiere. Se non altro, perché se non ci fosse l’acqua… non costruiremmo nemmeno le barche.» Scherza Ercole Archetti, ma sulle spalle porta una tradizione di almeno cinque secoli. È dal 1450, infatti, che la famiglia Archetti costruisce barche in legno. Oggi questo mestiere continua nel cantiere di famiglia, situato non a caso a Montìsola, l’isola al centro del lago d’Iseo. Per arrivarci, bisogna per forza prendere una barca.
Ed Ercole non è solo in questo lavoro: Andrea, il figlio, lo aiuta ogni giorno. A 25 anni è diventato il più giovane maestro d’ascia d’Italia e, da quando ne ha 18, costruisce insieme al padre barche straordinarie: eleganti e naturali, rispettose dell’ambiente in tutto e per tutto. La famiglia è rimasta una delle poche a costruire barche completamente in legno, dallo scafo ai chiodi per tenere insieme le assi.

Ercole e Andrea ci fanno fare il giro del loro laboratorio. Un luogo magico, pieno di strumenti da lavoro, tavole di legno appoggiate ai muri e, naturalmente, barche. Alcune pronte per essere consegnate, altre ancora senza scafo. Quando gli chiediamo che caratteristiche deve avere la barca perfetta, Andrea risponde ridendo: «be’, prima di tutto deve stare a galla». Il costruttore perfetto, invece, deve essere un po’ Earthkeepers: conta la pazienza, la precisione e soprattutto la passione. «A molti dei ragazzi che hanno lavorato con noi», dice Ercole, «ho cercato di insegnare una cosa: non conta il tempo che ci si è messo, conta solo il risultato. La qualità della barca che si è creata».
E forse, pensiamo noi, conta anche l’essere un po’ fuori.

09/05/2013 09:03:21
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Per Paola scoprire la natura vuol dire scoprire se stessa.

L’acqua: elemento prezioso e necessario, ma anche forza indomabile e talvolta brutale. Ne sa qualcosa Paola, che è abituata a viverla, difenderla e rispettarla, in tutte le sue forme.

È appena uscita da un torrente quando la incontriamo, ha ancora indosso la muta, i capelli bagnati e ha l’aria soddisfatta di chi fa quello che ama. Per lei vuol dire sport estremi, anche se preferisce chiamarli «fuori dagli schemi».
Dal canyoning alle escursioni nei ghiacciai, passando per lo scialpinismo, non c’è niente (o quasi) che spaventi Paola. La sua più grande passione è vivere all’aria aperta, esplorando i propri limiti e difendendo la natura.

La sua voglia di proteggere l’ambiente è nata quando aveva solo 18 anni, alla prima escursione su un ghiacciaio. A contaminare uno spettacolo mozzafiato c’era del filo spinato, abbandonato lì dai tempi della guerra. In quel momento Paola stabilisce l’unica regola ferrea che impone a chi la accompagna nelle sue avventure: rispettare l’ambiente, lasciando meno tracce possibili del proprio passaggio. «Come i nativi americani», dice sorridendo.
Quando le chiediamo se l’acqua l’ha mai messa in difficoltà ride. E ci racconta di quando è stata sfiorata da una valanga, una dimostrazione di quanto può essere impetuosa e dirompente la natura. Insomma, essere un po’ fuori sì, ma con la testa sulle spalle.
Per fortuna, non serve molto coraggio per partecipare alle spedizioni di Paola: basta la voglia di esplorare, l’ambiente e se stessi. E infatti, il prossimo obiettivo di Paola è fare diving, per affrontare la sua claustrofobia sott’acqua, e superare un altro limite.

Il sito che gestisce, liberamentefuori.it, organizza incontri per tantissimi sport “fuori dagli schemi”, per vivere la natura in maniera libera e aperta, da veri Earthkeepers. Non siamo quindi sorpresi quando, alla domanda su cosa compone il 25% del suo corpo che non è acqua, risponde con un sorriso sicuro… ”la neve!”

08/05/2013 09:46:52
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Daniela, la migliore amica delle tartarughe

Incontriamo Daniela sulla spiaggia, appena fuori dal Centro di Recupero delle tartarughe marine di Lampedusa. Ce la indicano da lontano e la riconosciamo subito. È china sulla sabbia, ha un paio di Timberland azzurre ai piedi e fra le mani tiene una splendida tartaruga. Daniela è la responsabile del Centro e ogni anno, insieme a una manciata di volontari, si prende cura di decine di tartarughe, cercando al contempo di trovare nuove baie per i loro nidi.

Quando ci avviciniamo, alza una mano sotto il sole battente dell’isola siciliana e ci saluta. Dietro di lei, un’acqua cristallina e immobile. Daniela ci accoglie raccontandoci che le tartarughe marine sono tra gli animali più antichi della Terra ma che, oggi, sono tra le specie marine più minacciate dalle attività dell’uomo. Per questo, spiega, è importantissimo proteggerle.

Daniela ricorda ancora perfettamente il suo primo incontro con una testuggine: «Ero in Sudan per imparare a individuarne i nidi e un pescatore esperto ne raccolse una dal mare e me la porse. Avevo lavorato per anni con i delfini, ma questo era qualcosa di diverso. Ricordo una sensazione bellissima, di entusiasmo ed euforia. E un pizzico di delusione perché notai che lo sguardo della tartaruga non incrociava mai il mio. Ci è voluto molto tempo per scoprire che le tartarughe, come tutti i rettili, rifuggono lo sguardo dell’uomo.»
Ma la cosa più importante che Daniela ha imparato dalle tartarughe è la tenacia. Il non arrendersi mai. «Mi hanno conquistato quando ho visto con quanta perseveranza cercassero di superare qualsiasi difficoltà». Le tartarughe, dice sorridendo, sono decisamente Earthkeepers.

Ci spostiamo dentro il Centro, Daniela racconta di quanto questo luogo sia importante per Lampedusa. Grazie al suo impegno e a quello di tutti i volontari, l’isola è diventata un’oasi delle tartarughe marine. Tantissimi studenti arrivano da tutta Europa e dagli Stati Uniti proprio per le tartarughe, e poi si innamorano dell’isola e rimangono o la portano per sempre nel cuore.
Prima di salutare Daniela, le chiediamo che cosa voglia dire l’acqua per lei: «L’acqua entra in tutti gli spazi liberi, è per questo che la considero il veicolo principale attraverso cui arriva la libertà.»

07/05/2013 09:46:23
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Il surf è vita, il resto sono dettagli. Parola di Franz



A Milano è un giorno di sole ed è anche il primo giorno di Earthkeepers On The Water, il nuovo viaggio di Timberland alla scoperta di gente fuori. Quest’anno racconteremo storie che nascono dall’amore per l’acqua, risorsa preziosissima, multiforme e delicata.

Oggi Il il nostro porto è il Surfer’s Den, un locale che reca ovunque il segno dalla profonda passione per il surf come stile di vita del suo fondatore, Franz.

Franz ci accoglie in jeans, occhiali da sole e maglietta Timberland, rilassato come dopo una giornata passata ad ammirare le onde della West Coast. Comincia subito a mostrarci le sue tavole, alcune storiche, altre disegnate da lui stesso e dai suoi compagni di avventure acquatiche. Gli chiediamo se pensa ci sia stato un momento nella sua vita nel quale il legame con l’acqua si è stabilito una volta per tutte, e la risposta è fulminante: “Certo, nella pancia di mia mamma”. Come dire, impossibile pensare a una vita senza acqua. L’amore per il surf nasce invece nel ‘78, immaginando di vivere la grande epopea generazionale raccontata da John Milius nel suo indimenticabile capolavoro “Un giorno da leoni”. Da allora, il suo modo di essere earthkeeper Earthkeepers non è di trattare l’acqua come qualcosa di debole e indifeso, ma al contrario di dimostrarne a tutti la forza, di viverla, di cavalcarla.

Le idee di Franz sul surf sono affascinanti e lui non smette di fare nomi e raccontare storie: ci parla di come il surf sia anzitutto un modo di essere, una corrente sotterranea ma influente nella cultura contemporanea, una cultura “che prende e che dà”, “che influenza e viene influenzata”. Ad esempio ci parla di celebri surfisti che hanno unito la passione per la tavola con quella per la creatività e in particolar modo con il design: da Carson, Griffin e Newson, surfisti e designer, a Severson, surfista e filmmaker, fino ai milanesi Giulio Iacchetti e Matteo Ragni, con il quale Franz sta progettando una tavola.

Alla fine, ci offre qualcosa da bere, perché, ci dice, se l’essere umano è fatto in media del 75% di acqua, nel suo caso il restante 25% è fatto di… birra! È proprio vero, un vero earthkeeper Earthkeepers è sempre un po’ fuori.

06/05/2013 09:25:23
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Incontra gli Earthkeepers: le 4 storie della settimana
Gli Earthkeepers non sono facili da inquadrare: hanno tutti in comune un amore profondo per l’acqua, ma lo esprimono sempre con uno stile unico. La prossima settimana incontreremo i primi 4. Uno è un surfista urbano, che vive nel suo angolo “californizzato” di Milano, dividendosi fra i cocktail del suo bar e le spedizioni di surf al mare più vicino. La seconda è una biologa marina che ha scelto le tartarughe come amiche per la vita, e si occupa della loro salvaguardia lungo la spiaggia dei Conigli. La terza, invece, ama vivere l’acqua accompagnandola con una buona dose di adrenalina, attraversando scorci incantevoli nelle sue escursioni di canyoning. E l’ultimo costruisce con la famiglia imbarcazioni in legno, tenendo in vita un mestiere antico come il mare.
Lunedì si comincia, seguite il viaggio su Earthkeepers.it!

03/05/2013 12:31:00
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Metti un piede in Timberland: vinci un fantastico weekend on the water

Ti piacerebbe vincere un weekend su Goletta Verde, la barca a vela di Legambiente? Allora Metti un piede in Timberland! Partecipare al concorso è facilissimo. Dal 10 maggio, entra in uno dei tanti negozi Timberland in Italia, provati un paio di scarpe della linea Earthkeepers e scatta una foto al tuo piede sopra “l’adesivo acquatico” Timberland. E infine carica la foto su Earthkeepers.it, anche dal tuo smartphone. In palio ci sono 5 weekend per 4 persone a bordo della barca di Legambiente.

02/05/2013 12:26:40
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Un mare di foto: condividi la tua passione per l’acqua

Basta poco per dimostrare il tuo amore per l’acqua. Scatta una foto che ha l’acqua come protagonista e postala su Instagram, aggiungendo #maredifoto e #timberland, per aiutarci a creare un… mare di foto. L’acqua può avere molte forme, dall’orizzonte marino a una semplice goccia; scegli quella che più ti piace, rappresenta o ispira, e ferma il tempo con un clic. La tua foto potrebbe essere pubblicata sui canali social di Timberland e diventare protagonista di una mostra fotografica che farà il giro dei negozi Timberland di tutta Italia.

01/05/2013 12:42:36
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Earthkeepers on the Water fra i social network
Lunedì prossimo parte un nuovo viaggio di Timberland. Sarà un giro dell’Italia per raccontare l’acqua e gli Earthkeepers che se ne occupano. Ma anche un giro attraverso i social network. Vieni con noi?
Su Facebook trovi tutti gli aggiornamenti sul viaggio. Su Twitter ci sono consigli in 140 caratteri per proteggere l’acqua e anticipazioni in formato Vine dei prossimi Earthkeepers. Su Pinterest trovi i collage con i volti e le citazioni degli Earthkeepers incontrati dai reporter. Su Instagram, invece, tocca a te: domani ti racconteremo come partecipare al progetto “un mare di foto”.
Le storie degli Earthkeepers le trovi su earthkeepers.it, la sorgente da cui parte e ritorna tutto il viaggio. Dai un’occhiata!

30/04/2013 12:12:33
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Earthkeepers On the Water: un viaggio in un mondo fatto d’acqua.


Sulla scia del nostro viaggio On the Road, abbiamo deciso di raccontare altre storie di gente fuori. La nostra avventura partirà lunedì 29 aprile e si protrarrà per 5 settimane, durante le quali scopriremo i volti, le storie e la passione di 16 Earthkeepers italiani. Questi Earthkeepers nella loro vita si prendono cura, ognuno con il suo stile, della nostra risorsa più preziosa: l’acqua. E lo fanno rappresentando al meglio lo spirito di Timberland: basso impatto ambientale e alto tasso di energia. Se anche il tuo amore per l’acqua non ha fine, segui il nostro viaggio su Earthkeepers.it attraverso gli articoli e le foto scattate dai nostri 2 reporter. Ti aspettiamo a bordo.

29/04/2013 12:01:54
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I prodotti
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Tutto nei prodotti della linea Earthkeepers è pensato nel pieno rispetto dell’ambiente, secondo principi di sostenibilità e senza dimenticare la vera qualità Timberland.